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Costi di riscaldamento 2026: cosa conviene davvero?

Pompa di calore, metano, pellet o legna? Confronto aggiornato 2026 del costo reale del calore su pavimento radiante, radiatori, stufe e camini.

Simone Scotto di Carlo
Simone Scotto di Carlo

Pubblicato il · 5 min di lettura

Confronto dei costi di riscaldamento tra 2021 e 2026, cinque anni dopo

Qual è oggi il sistema più economico per scaldare casa? È una domanda semplice solo in apparenza. Confrontare il prezzo di un metro cubo di gas con quello di un chilogrammo di pellet o di un kWh elettrico non porta molto lontano: ogni fonte contiene una quantità diversa di energia e ogni apparecchio ne trasforma in calore solo una parte.

Nel confronto originario, pubblicato con i prezzi 2021, avevamo utilizzato un criterio che resta valido: calcolare quanto costa produrre un kWh termico, cioè la stessa quantità di calore effettivamente disponibile per l'abitazione. Abbiamo rifatto il calcolo con i dati 2026, separando pavimento radiante, radiatori e sistemi che scaldano direttamente l'aria.

Da dove partono i calcoli

Il costo del kWh termico si ottiene dividendo il prezzo dell'energia per il calore utile prodotto. Nel caso di legna, pellet, gas e gasolio entrano quindi in gioco potere calorifico e rendimento della caldaia o della stufa. Per una pompa di calore conta invece il COP: con un COP pari a 3, per ogni kWh elettrico acquistato vengono trasferiti circa 3 kWh di calore.

Nei prospetti abbiamo assunto elettricità dalla rete a 0,320 €/kWh e, nello scenario fotovoltaico, a 0,096 €/kWh. Gli altri prezzi sono: metano 1,344 €/m³, GPL 1,600 €/litro, gasolio 2,000 €/litro, pellet 0,500 €/kg, legna 0,190 €/kg e cippato A1 tra 0,156 e 0,170 €/kg.

Il confronto riguarda il costo dell'energia. Non comprende acquisto dell'impianto, manutenzione, costi fissi, trasporto, spazio di stoccaggio o lavoro necessario per gestire il combustibile.

Pavimento radiante: il terreno ideale per la pompa di calore

Il pavimento radiante lavora con acqua a temperatura relativamente bassa. È una condizione favorevole per la pompa di calore, che nel calcolo raggiunge un COP di 3,3: alimentata dalla rete produce calore a 0,097 €/kWh termico, contro 0,141 €/kWh del metano a condensazione. La differenza è di circa il 31%.

Pellet, legna e cippato restano competitivi sul puro costo energetico: rispettivamente 0,111, 0,063 e 0,057 €/kWh. Ma il prezzo del calore non racconta tutto. Una biomassa richiede approvvigionamento, spazio, pulizia e manutenzione; una pompa di calore è programmabile e non richiede caricamenti quotidiani.

Il divario più netto riguarda i vecchi impianti a GPL e gasolio, che arrivano a 0,269 e 0,281 €/kWh. Nello scenario pompa di calore più fotovoltaico il valore teorico scende invece a 0,029 €/kWh, purché una parte significativa dell'energia necessaria venga realmente prodotta e autoconsumata.

Costo dell'energia per il riscaldamento 2026 con pavimento radiante.

Radiatori: la temperatura fa la differenza

Con i radiatori la pompa di calore deve spesso produrre acqua più calda e perde parte del proprio vantaggio. Il costo stimato sale a 0,116 €/kWh, molto vicino al pellet a 0,111 €/kWh, ma resta inferiore al metano a condensazione, calcolato a 0,157 €/kWh.

Legna e cippato si fermano a 0,063 e 0,056 €/kWh; GPL e gasolio restano invece a 0,269 e 0,281 €/kWh. Con il fotovoltaico, la pompa di calore scende a 0,038 €/kWh.

Questo non significa che ogni abitazione con radiatori possa passare automaticamente alla pompa di calore. Prima bisogna capire quale temperatura serve nelle giornate più fredde, quanto disperde l'edificio e se i radiatori sono sufficientemente dimensionati. Due case con lo stesso impianto possono avere risultati molto diversi.

Costo dell'energia per il riscaldamento 2026 con radiatori.

Stufe e camini: il rendimento conta più del combustibile

La legna può sembrare sempre economica, ma il tipo di apparecchio cambia radicalmente il risultato. Una stufa a fiamma inversa produce calore a circa 0,053 €/kWh; un camino chiuso moderno a 0,059 e una stufa moderna a 0,063. Una vecchia stufa sale a 0,079, mentre un camino aperto, che disperde gran parte del calore, arriva a 0,128 €/kWh.

Una stufa a pellet si colloca a 0,111 €/kWh. La pompa di calore aria-aria alimentata dalla rete arriva a 0,128 €/kWh, lo stesso valore del camino aperto, ma con regolazione automatica e senza combustibile da movimentare. Metano e GPL salgono rispettivamente a 0,141 e 0,229 €/kWh.

Il riscaldamento elettrico diretto merita un discorso a parte. Una resistenza elettrica trasforma quasi tutta l'elettricità in calore, ma non moltiplica l'energia come una pompa di calore: dalla rete arriva quindi a 0,323 €/kWh termico. Nello scenario fotovoltaico scende a 0,097, mentre una PDC aria-aria abbinata al fotovoltaico arriva a 0,038 €/kWh.

Confronto del costo dell'energia per stufe, camini e pompa di calore aria-aria.

Dalla caldaia alla pompa di calore: cosa raccontano davvero i grafici

Letti nel loro insieme, i tre confronti mostrano bene l'evoluzione del riscaldamento domestico. Per molte abitazioni il primo grande passaggio è stato dal gasolio al metano: una scelta più pratica e, per anni, anche economicamente più favorevole. Oggi la traiettoria si sta spostando ancora, questa volta dalla combustione all'elettrificazione tramite pompa di calore.

Il confronto con il gasolio rende il cambiamento particolarmente evidente. Sul pavimento radiante si passa da 0,281 €/kWh termico della vecchia caldaia a gasolio a 0,097 €/kWh della pompa di calore alimentata dalla rete; con i radiatori, da 0,281 a 0,116 €/kWh. Non è soltanto una differenza di prezzo: significa produrre calore senza bruciare combustibile direttamente nell'abitazione e poter integrare nello stesso sistema l'energia prodotta sul tetto.

La pompa di calore senza fotovoltaico, però, non vince automaticamente ogni confronto. Con temperature di mandata elevate o in edifici molto disperdenti può lavorare con un rendimento più basso; nei grafici rimane vicina al pellet e, in alcuni casi, il vantaggio economico è limitato. Per questo non basta sostituire la caldaia: servono dimensionamento corretto, verifica dei terminali e analisi delle dispersioni.

È l'abbinamento con il fotovoltaico a cambiare nettamente la prospettiva. Negli scenari analizzati, la PDC con FV scende a 0,029 €/kWh sul pavimento radiante e a 0,038 €/kWh con radiatori o sistemi aria-aria: sono i valori più bassi di tutti i confronti. Il risultato reale dipende da produzione, autoconsumo e gestione dell'impianto, ma la direzione è chiara: edificio efficiente, generazione elettrica e pompa di calore progettati come un unico sistema.

Il futuro del riscaldamento sta andando sempre più verso questa integrazione. Non perché esista una tecnologia perfetta per ogni casa, ma perché elettrificazione e produzione rinnovabile permettono di ridurre insieme costo energetico, dipendenza dai combustibili e inefficienze. Prima di scegliere conviene quindi partire dal fabbisogno reale dell'edificio. Se vuoi confrontare questi dati con il tuo impianto, puoi richiedere una valutazione a iS ENERGY.

I tre confronti a colpo d'occhio

Approfondimenti

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Simone Scotto di Carlo

Simone Scotto di Carlo

Presidente CdA e Direttore Tecnico

Socio fondatore, Direttore Tecnico e Presidente del CdA di iS ENERGY. Laureato in ingegneria ambientale (2005) e iscritto all'Ordine degli Ingegneri di Torino, lavora nel settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico dal 2006. Esperto CasaClima Junior, ha progettato e connesso in rete circa 1.200 impianti fotovoltaici ed è specializzato in impianti Sunpower con accumulo e case gas free.

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